Riemergere

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Anna Giulia Pagliuso genera un’arte meravigliosa capace di dare un nuovo senso alla vita, alle cose, alle situazioni, al mondo. L’opera Ri(emergere) è una narrazione intima e universale, dove la fotografia diventa una voce potente che parla di resilienza e di speranza. Protagonista è un’imbarcazione che, in un movimento quasi impercettibile, sembra tornare alla luce dopo un lungo periodo di oblio, immersa nel verde cupo delle acque e avvolta da un’atmosfera di attesa.
Il verde ha il sapore di una rinascita, rappresenta un gesto visivo ed emozionale che cattura l’energia del verde delle piante. La scena che appare è quasi sommersa, e tuttavia richiama l’attenzione: la barca, metafora dell’essere umano, sembra emergere dalla superficie rompendo le catene che cercano di trattenerla, come se tutto sembrasse perduto e invece troviamo dentro di noi la capacità di resistere, di rialzarsi, di trovare una via d’uscita anche quando tutto sembra perduto.

Come scriveva Gibran: «Nel mezzo dell’inverno ho scoperto che vi era in me un’invincibile estate», così si avverte che anche nel momento più difficile, che non può essere soffocato dalla vegetazione, ma che trova sempre il modo di emergere. La barca diventa simbolo di una forza interiore nascosta che ci abita, e che trova la via, anche nei momenti più oscuri.

Per approfondire: Catalogo Mostra Via Margutta 2024

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