Milena Montanile ricostruisce la natura e la qualità dell’interesse di Saba per il cinema, interesse indagato come occasione biografica ed esperienza poetica: dalla precoce attività di promozione commerciale, spesa fin dai primi anni venti intorno alla gestione del cinema Italia, di proprietà del cognato Enrico Wolfler – un’attività che si concretizzò nella redazione di testi pubblicitari, finora poco conosciuti – al fascino immediato per il dramma umano di Charlot, trasfigurato in chiave lirica e assimilato ai temi del suo universo mitico-simbolico. (pagg. 145-149)
Per approfondire: Rivista di letteratura italiana | 2008 | N. 2-3