
Milena Montanile ripercorre quattro secoli della nostra tradizione letteraria costruendo un discorso critico centrato sul tema della memoria, o meglio, sulle realizzazioni della memoria nella scrittura. Il volume, articolato in tre sezioni (La memoria: il vissuto, il narrato; Tra diario e memorie; La memoria involontaria e le forme dell’immaginario), esplora i diversi modi o le diverse possibilità di approdo della scrittura nel processo di trascrizione e/o di elaborazione del ricordo: si va così dalla scrittura della memoria come scrittura del mito, nella biografia tassiana del Manso, alla memoria-cronaca della rivoluzione, alla scrittura del diario come scrittura dell’io, memoria oggettivata di un presente eroico, individuale e collettivo, quale risulta dalle scarne note del Taccuino di Abba, alla memoria retrospettiva di un io garante di verità che seleziona e filtra il vissuto, trasfigurandone i tratti nella forma dell’autobiografia intellettuale di cui, l’autobiografia di Gherardo, minore conventuale e discepolo del Vico, costituisce una singolare eccezione. A testimoniare la contiguità tra forme affini o limitrofe, il diario di Luigi La Vista, tra i più giovani allievi del De Sanctis, morto giovanissimo sulle barricate, riconferma il criterio della memoria selettiva, che filtra gli eventi presenti nella forma della ‘cronaca intima’, in un percorso di ricerca identitaria, essa stessa elemento di una coscienza individuale e politica e di una memoria storica collettiva. Nella seconda parte del libro l’indagine si sposta sulla memoria come forma dell’immaginario, o come riflessione estetica (Rossi, Morselli, Lagorio). Segue in Appendice la trascrizione di lacerti o brani tra i più significativi, tratti da testi rari o difficilmente reperibili.
Per approfondire: Scritture della memoria